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Domenica 17 Febbraio 2013 21:12

Die Hard: Un buon giorno per morire

Written by  Obi Wan Kenobi
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Sono e sarò molto polemico, ci sono e ci saranno squarci di trama, leggerete a vostro rischio. Una volta, mi ricordo, al terzo capitolo di una serie ben nota il messaggio sui poster diceva: è tornato l’uomo col cappello! In questo caso, sarebbe d’uopo, non dovrei scriverlo ma lo faccio, è tornato l’uomo senza capelli. Mi ricordo che mi ricordo infatti un grande film, Die Hard o come tradotto nostranamente Duri a Morire, mi ricordo la classificazione di quel film che non era per niente male, dannatamente interessante, con un Willis in piena forma, con una delle migliori frasi di dialogo mai scritte, “vieni a Los Angeles ci divertiremo…” .

La magia si è solo appannata un attimo nel secondo episodio, grazie a Samuel L. nel terzo era ritornata anche se ancora immensamente “grazie” alla CeGo non è possibile averne un montaggio decente in Italia in dvd o bluray e poi, e poi quell’idea l’ho infine vista diventare parodia di se stessa nel quarto capitolo e quindi adesso… come se non bastasse questa volta c’è anche suo figlio!  Trama, trametta, facile da snocciolare in tutta fretta, chissà perché poi invece di concentrarsi sulla storia e renderla quanto meno efficiente in senso narrativo e appagante dal punto di vista dell’intrattenimento, ci si concentra molto di più o molto di meno (questo dipende dai punti di vista) sugli stereotipi e, nemmeno per un minuto, ci si pensa. Il baraccone ormai è stato adeguato ed allora tutto va bene. John McClane arriva sino in Russia, causa figlio in pericolo di ergastolo, ovviamente c’è molto di più di quanto appare, una volta giunto lì, il nostro agente scopre che il figlio lavora per la CIA. Junior infatti si trova nella terra della perestrojka per impedire che armi russe vengano impiegate in un nuovo temibile e definitivo attacco. Senior e junior a questo punto devono far fronte comune per sventare l’ennesima minaccia e nel marasma o pseudo tale vivremo di gioie come il classico sdoganato rapporto padre/figlio, cinismo melenso, vecchie frasi che non hanno più nulla se non un tentativo grottesco di restare in linea con il passato e persino l’oscura verità dietro Chernobyl anche se dopo l’avvento di Trasformers 3 non dovevano esservi più dubbi.

Come quinto capitolo della serie proprio non ci siamo, la storia è puerile, priva di spunti originali, le scene madri sono ritagliate a dovere ed impiegate, potrei dire impigliate, stilisticamente nemmeno tanto originali ma con gli occhi e la mente di un dodicenne ci possono anche stare. In due soldini, non si arriva nemmeno alla media perché, perché c’è ancora qualche ovetto d’oro a 0/500 nella gallina e prima di farla arrosto o bollita ci si deve accontentare. Non posso non soffermarmi sulla brevità della storia, ma come si fa, solo e dico solo poco più di un’ora e mezza, ma dico siamo Duri a Morire, mica vacanza in Russia e poi per caso scoppia la bomba, oh! Die Hard è Die Hard non una parossistica parentesi pseudo cinicamente indotta nelle menti degli spettatori che se sono lì a guardare (comunque) se la meritano tutta! Insomma non ci siamo a livello di caratterizzazione, di storia, di durata e poi Willis? Ma ci voleva tanto a scrivere un soggetto più consono e completo, la chiave del successo è tutta lì, una bella storia, personaggi carismatici, dov’è Simon? Simon ordina… Mentre andavo nelle Ardenne, vidi un uomo e sette donne, ogni donna sette sacche, ogni sacca sette gatte, ogni gatta sette figli, quanti andavano nelle Ardenne?

A chi importa dei fan, a chi importa cosa vogliono, non… vorrebbero attenzione, vogliono un film all’altezza dei vecchi fasti, quanto meno in linea. Non sembra essere possibile oggi, bisogna abbassare la restrizione edulcorando il contenuto perché così le sale si riempiono e gli incassi fioriscono. A chi importa di NOI DURI A MORIRE, scalzi sui vetri a ballare la Giga, sempre pronti a sputare sangue e farsi in quattro andando, se così deve essere, anche in pezzi senza troppo pensare a quanta distruzione di demanio ci sia da fare per riportare a casa il distintivo e sbattere i cattivi al fresco o stenderli con una flebo di piombo. A chi importa dei vecchi giorni di tutto e niente, di scalo la parete a mani nude e faccio il bungee jumping legato ad una pompa antincendio, facciamo saltare se è necessario un aereo con uno zippo e non troviamo mai il tempo di fare quella diavolo di telefonata e comunque, nel frattempo, andiamo annichilendo quello che c’è da annichilire per raggiungere lo scopo finale e a momenti torniamo indietro nel tempo per quanto corriamo… si questo film è sicuramente diretta metamorfosi del quarto capitolo che per inciso, risulta essere nettamente superiore a questo,  sì… questo è un bel giorno per pensare di lasciare questo film a prendere muffa digitale e sicuramente visionarlo è un ottimo motivo per morire.

“Attenzione, attenzione, Nils è defunto. Ripeto: Nils è defunto, pezzo di merda, e, con lui, il suo amichetto. Poi, ci sono i tre che giocavano a guardie e ladri, quelli che hai lasciato alla banca. Anche loro faranno tardi. Sì, te la faccio io, una proposta. Appena ti prendo, caro ragazzo, posso schiacciare la tua testa di cazzo.” Concordo…

Last modified on Lunedì 18 Febbraio 2013 07:55

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