12 Dicembre 2017
RSS Facebook Twitter Linkedin Digg Yahoo Delicious
OkNotizie

Featured News

MultimediaMente - Awards

siti internet
net parade migliori siti
BlogItalia - La directory italiana dei blog
Review www.multimediamente.it on alexa.com

AdsManager Search



Warning: Creating default object from empty value in /var/www/vhosts/multimediamente.it/httpdocs/components/com_k2/views/itemlist/view.html.php on line 79

Warning: Creating default object from empty value in /var/www/vhosts/multimediamente.it/httpdocs/components/com_k2/models/item.php on line 458

Warning: Creating default object from empty value in /var/www/vhosts/multimediamente.it/httpdocs/components/com_k2/models/item.php on line 458
Gastronomia

Pesa 3 chili e il suo nome è tutto un programma, ancora meglio il suo rapporto calorico di 8000 calorie. Un vero killer in grado di uccidere una persona temeraria abile a mangiarlo tutto quanto. The Hibernator è il mitico piatto servito al pub Bear Grills Cafe di Manchester che nessun essere umano è riuscito a finire. La succulenta bomba calorica è composta: da 8 fette di bacon, altrettante di salsicce, 4 uova fritte e un omelette con il formaggio, 4 waffles, 4 toast,  e una marea di fagioli, patatine, pomodori, funghi, pane fritto. La ciliegina sulla torta in milkshake anch’esso enorme. The Hibernator è in grado di sfamare 5 persone sostituendo i 3 pasti quotidiani. Ma per un solo uomo è praticamente impossibile finirlo, tanto che il padrone ha istituito un premio di 100 sterline per l’extraterreste che riuscirà a spazzolare sino all’ultima briciola. Se pensate che il massimo numero di calorie per un sedentario è pari 2500, l’Hibernator con le sue 8000  potrebbe essere un vero suicidio, se mai qualcuno riuscirà a terminarlo. Il proprietario prima di servirlo fa firmare una dichiarazione ai suoi clienti per scaricare la responsabilità.

Martedì 05 Aprile 2011 10:05

TORINO CAPITALE DEL GUSTO

Written by gaetano

Iniziamo il nostro percorso tra i prodotti enogastronomici piemontesi, dalla città capoluogo di regione prima capitale dell'Italia unita: Torino. Turin, oggi centro nevralgico per i festeggiamenti dei 150 anni dell'unità nazionale, è da sempre una grande capitale del gusto.

In questi giorni, molte sono le manifestazioni e le mostre allestite in città. Noi ci concetreremo su quello che si può gustare mentre si passeggia nella liberty e barocca Torino.

Come in una cena che si rispetti, non possiamo non iniziare dall'aperitivo: il Vermouth.

Nasce a Torino più di 200 anni fa, tramite una combinazione di vino ed infuso di erbe e spezie, che hanno la caratteristica di aumentare la secrezione di succhi gastrici e preparare lo stomaco per il cibo che sia andrà a mangiare di lì a poco. Il rito dell'aperitivo è un appuntamento irrinunciabile a Torino. Innumerevoli sono i locali e le zone che offrono la possibilità di gustare nel migliore dei modi questa straordinaria bevanda. zone come IL QUADRILATERO o PIAZZA VITTORIO, quest'ultima contornata dai meravigliosi portici dai quali si può godere di una splendida vista sulla collina torinese e sul Convento dei Cappuccini.

Dall'aperitivo all'antipasto il passo è breve e se pensate di trovarvi davanti a piccoli stuzzichini, dovrete ricredervi. Gli antipasti piemontesi serviti a Torino, sono delle vere e proprie portate di carne, pesce, uova, verdure, salumi, formaggi.....ed è solo l'inizio.

Durante il pasto, vi saranno serviti alcuni cibi che nascono proprio a Torino e che oggi sono consumati e richiesti in tutto il mondo. Uno su tutti è il Grissino.
La leggenda racconta che i grissini "stirati", siano la più celebre creazione torinese, inventata nel '600 dal panatè di corte per Vittorio Amedeo II di Savoia. Da allora padroneggiano sulle tavole di tutto il mondo. Se ne possono trovare di numerose varianti nei molteplici panifici che si trovano nelle vie della città: semplici, al sesamo, al rosmarino,senza sale, allo speck ecc...


Un primo piatto dei giorni di festa, gli Agnolotti. Pasta fresca all'uovo, ripiena con carne d'arrosto, dalla tipica forma quadrata. Sono una specialità e prelibatezza della tradizione Torinese, serviti con diversi tipologie di salse, ma le più gettonate sono senza dubbio: Sugo d'arrosto, Burro e Salvia, Ragù.


Pochi conoscono la salsa rappresentata nella foto accanto, ma possiamo assicuravi che si tratta di un esplosione di gusto, alla quale non si può rinunciare: La Bagna Caoda. Letteralmente significa "salsa calda" ed in effetti lo è, ma non bisogna sottovalutare la gran signora delle tavole torinesi. Preparata con aglio, acciughe e olio d'oliva cucinati in tegame di terracotta, nella quale si immergono cardo gobbo, topinambur (rapa tedesca), peperoni e molte altre verdure cotte e crude. La si può mangiare sia come antipasto che come piatto unico e secondo piatto, dipende tutto dall'alimento che l'accompagna.

Passando ai secondi piatti, la tradizione ricade sul Bollito Misto e sul Fritto Misto.

Il bollito è particolarmente gettonato dagli amanti della carne piemontese
(a tal proposito ricordiamo che la razza Bovina piamontese risulta essere tra le migliori al mondo)
servita con numerose salse tra le quali hanno un posto d'onore il bagnet verd (a base di aglio, prezzemolo, uova, acciughe) e la tipica cugnà (mosto d'uva con pere, mele, nocciole e fichi).
Il fritto misto è una specialità legata al rito del "non buttar mai via nulla", nel quale si uniscono ingradienti dolci e salati, fritti separatamente: fegato, polmone, cervella, fettine di carne, salsicce, verdure, ma anche amaretti, semolino dolce e mele. Un vero tourbillon di sapori!

Siamo arrivati al dolce e a questo punto si abbracciano una grande varietà di prodotti che hanno elevato Torino all'eccellenza nella lavorazione artigianale di cioccolato, piccola pasticceria, creme e liquori dolci. Uno su tutti è il famoso GIANDUIOTTO, un piccolo piacere dalla caratteristica forma di una barchetta rovesciata, composto con cioccolato gianduja. Il gianduja è un cioccolato al quale viene unita la famosa crema di Nocciola tonda Gentile delle Langhe, rinomatissima per la sua qualità.
Le sue origini risalgono al periodo napoleonico, durante il quale era particolarmente difficoltoso e costoso importare cacao dal Sud America, così i grandi maestri del cioccolato, unirono al cacao le nocciole, ottenendo questa straordinaria crema di gianduja, che prende il nome dall'omonima maschera carnevalesca della città.


Se torniamo indietro di ca. 500 anni e uniamo uova, marsala e zucchero, otterremo una deliziosa crema oggi conosciuta in tutto il mondo: lo Zabaione. Frà Pasquale de Baylon lo consigliava alle penitenti con mariti "poco vivaci" il sanbajon (nome originale), date le sua particolari doti afrodisiache.

 

Articolo ripreso interamente dal blog: http://eatandrinkpiemonte.blogspot.com/2011/04/torino-capitale-ditalia-per-poco.html?spref=fb

Popular1

Popular2

Popular3

Popular4

Popular5

Popular6