12 Dicembre 2017
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Business

Il bollo auto sulla macchina di proprietà assieme al canone Rai, è una delle tasse più odiate dagli italiani. Se da una parte la rete ci consente di compare Quixa e altre agenzie, con il fine di individuare la polizza RCA più conveniente. Il bollo poiché imposta, non lascia nessuna alternativa. Con il 2015 però, a seguito dell'approvazione sulla Legge di Stabilità 190/14 emanata nella Gazzetta Ufficiale, ci sono delle novità che riguardano: la modalità di pagamento e scadenza. Di seguito vediamo una semplice guida su: come pagare il giusto importo inerente al bollo auto 2015.

  • Scadenze regionali - La prima cosa da fare è quella di verificare la data di scadenza, perché varia da regione a regione. Di solito il temine ultimo è il 31 gennaio 2015, ma è di buona norma controllare sul sito della vostra regione di residenza. In caso di ritardo del pagamento, la mora parte dopo 2 mesi dal giorno della scadenza. In pratica, fino al 28 di febbraio l'utente potrà pagare il bollo senza rincari. Come funziona la mora? Per chi paga entro i 14 giorni dalla data di scadenza, il bollo è soggetto al rincaro dello 0,2%. Tra i 15 - 30 giorni la mora sale al 3%, dopo un mese il costo sale a 3,75%. Qualora il mancato pagamento ha superato l'anno, l'aumento è pari al 30%. Ad ogni modo, è importante sapere che gli interessi legali giornalieri sono dell'1%.
  • Come calcolare il bollo auto - Il bollo auto cambia a seconda della potenza, e al tipo di macchina del proprietario. Quindi è opportuno calcolare anticipatamente l'esatto importo da versare. Per effettuare questa operazione, è sufficiente utilizzare online dei diversi tool, pensati per aiutare il proprietario di un veicolo. I più famosi sono quelli presenti nel portale dell'Agenzia delle Entrate e ACI. L'interessato non dovrà far altro: che digitare il numero di targa, regione di residenza.
  • Pagamento dell'imposta - Per pagare il bollo d'auto è indispensabile recarsi presso una sede ACI o rivolgersi agli sportelli virtuali ACI di Bollonet. In alternativa, sono autorizzati  al ricevimento del pagamento: gli uffici postali del territorio, tabaccai che appartengono al circuito della Lotttomatica, o abilitati a Banca ITB. Oppure quelle agenzie ( pratiche auto), che offrono servizi agli automobilisti, e altri di home banking nazionali. Gli importi  possono variare tra i 1,50 e 1.87 euro. Per maggiore informazioni vi consigliamo di controllare il sito di ACI.
  • Categorie esentate - Continuano a beneficiare dell'esenzione le auto elettriche fino ai 5 anni di immatricolazione. Le vetture intestate a disabili o ai loro accompagnatori ( a carico fiscalmente). Mentre invece, per quanto riguarda le auto storiche da quest'anno l'esenzione è valida solo per le vetture con più di 30 anni. Sarà compito di ogni regione stabilire i costi per le auto immatricolate da 20 a 30 anni fa.

Una  notizia che piacerà probabilmente a quegli italiani possessori ancora delle vecchie lire –  infatti sarà di nuovo possibile convertirle in euro. A stabilirlo è un’ordinanza da parte del tribunale di Milano che si contrappone alla decisione del 2011 del Governo Monti. Al tempo fu varato il decreto legge ( 121/2011), che in deroga alla legge del 2002, decretava che “le lire ancora in circolazione si prescrivono a favore dell’Erario con decorrenza immediata” e che “il relativo controvalore è versato all’entrata del bilancio dello Stato per essere assegnato al fondo per l’ammortamento dei titoli di stato”. Praticamente il limite massimo era il 28 febbraio 2012.  Un trucco che faceva risparmiare alla casse dello stato 1,5 miliardi di euro.

La cosa non piacque ai contribuenti, in particolare alla la Federcontribuenti che polemizzò con la manovra di Monti applicata"tra il silenzio e l'indifferenza generale" che ‘’ rubava’’ miliardi di euro agli italiani non informati. Proprio la Federcontribuenti chiese aiuto a Adusbef e Federconsumatori, Banca Italia, di concedere una proroga. Tutto ciò a favore di quei cittadini che per svariate questioni non avevano convertito il proprio gruzzoletto, magari lasciato dai genitori o nonni, o soltanto dimenticati in un cassetto.

 

foto - vitadamamma.com

Per chi invece è possessore delle 10 lire del 1947, può ricavare su eBay o da qualche altra parte anche 5.000 euro. Riguardo alla questione delle lire non convertite, il giudice Guido Vannicelli ha considerato non valida la tesi del Governo Monti che anticipò di 2 mesi il cambio dell’ex valuta italiana. Tale manovra per il giudice  è anticostituzionale e viola gli articoli 3 e 97 della Costituzione, cioè il principio di affidamento e di certezza del diritto, rivelandosi una vera e propria “espropriazione” di un bene. Il caso più eclatante è di un nonnino di 98 anni di Foggia,  che tempo fa riordinando una credenza trovò all’interno dei barattoli di conserva 38 milioni delle vecchie lire. Che dite i nipoti andranno a convertirli in euro?

 

Giorgio Squinzi presidente di Confindustria per il prossimo Consiglio dei ministri, che  questa sera dovrebbe approvare il tanto atteso decreto sui debiti inerenti alla Pubblica amministrazione ha dichiarato "C'è un senso di disperazione che sta affliggendo tanti imprenditori. Serve un segnale forte per poter pensare ad una ripartenza dell'economia reale del nostro Paese"  Il  presidente della Confindustria ha continuato ‘’Ci auguriamo che, alla fine, le ragioni delle imprese vengano riconosciute, perché è fondamentale. Le imprese stanno soffrendo disperatamente per mancanza di credito.’’

 Nel emendamento all’impegno al pagamento, ad ogni modo non dovrebbe pervenire la condizione di un aumento per l’addizionale Irpef regionale. Questa possibilità non sarebbe racchiusa nel testo  all’analisi di stasera.

Gli imprenditori per ora non hanno voluto rilasciare dichiarazione in base alle indiscrezioni pervenute sul decreto.  Stefano Fassina, responsabile Economia del Pd ha voluto precisare, ‘’ Perché un ulteriore aumento di imposte aggraverebbe la pesante recessione in corso e annullerebbe gli effetti anticiclici dello sblocco dei pagamenti finanziato a debito. Nel metodo – ha continuato Fassina - perché ieri il Parlamento ha approvato le risoluzioni sulla Relazione di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza nella quale non vi è alcun riferimento all'anticipo della misura ne' accenni sono stati fatti dai ministri auditi dalle Commissioni Speciali di Camera e Senato.  Auspichiamo  ,che si tratti di errore e che il Governo confermi quanto contenuto nella Relazione vagliata dal Parlamento.

 

foto: via [ denaro.it]

Un altro primato negativo ha toccato l’Italia : La pressione fiscale nel nostro paese toccherà nel 2013 il 44,4%, una percentuale superiore ai livelli standard ma che   non ha superato le aspettative  del del 45,3% del Pil. Anche il prodotto interno lordo subirà  un calo dell’1,3%. Tra un anno nel 2014  le prevvisioni degli esperti sembrano  intravedere una crescita del Pil superiore dell'1%.  I  dati sono stati presi dal Def (Documento di economia e finanza). Non va meglio per  l’occupazione vicina al tasso di disoccupazione dell'11,6%. Nel 2014 i senza lavoro toccheranno in Italia  il picco dell’11,8%.

Ancora dalle   tabelle del Def  è emerso che :

il governo ha ridotto di 5,3 miliardi per quest’anno la stima per la spesa di interessi, attestandosi sui 83,9 miliardi invece della antecedente previsione di 89,2 miliardi di novembre 2012. I costi per gli  interessi sono diminuiti dal 2012 che erano sui 86,7 miliardi, ma subiranno una nuova impennata nel 2014 arrivando alla cifra record di  90,3 miliardi.

 

foto: via[etoro.com]

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