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Letta va da Napolitano. Per Berlusconi ci sono varie soluzioni

Written by  Palmiro Neri
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Il premier Enrico Letta ha riferito al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, del colloquio avuto ieri con il segretario del Pdl Angelino Alfano e, si apprende in ambienti del Quirinale, ''sulle prospettive della situazione di governo e della situazione politica''.

''Una sentenza infondata, ingiusta, addirittura incredibile'':così Silvio Berlusconi in una intervista a Tempi, sulla condanna nel processo sui diritti Tv Mediaset. 'E' in gioco molto - dice - più che il destino di una persona'': se si trattasse solo di questo, allora sarebbe un problema solo per me. Siamo all'epilogo di quella guerra dei vent'anni che i magistrati di sinistra hanno condotto contro di me, considerato l'ostacolo da eliminare per garantire alla sinistra la presa definitiva del potere''

Diranno che e colpa mia se i ministri del Pdl valuteranno le dimissioni davanti al massacro giudiziario del loro leader eletto da milioni di italiani. Ma io mi domando: se due amici sono in barca e uno dei due butta l'altro a mare, di chi è la colpa se poi la barca sbanda?'' dice Silvio Berlusconi in una intervista a Tempi. ''La Costituzione e il buon senso - prosegue - offrono molte strade. Se avessi voglia di sorridere, potrei dirle che 'non possono non saperlo': vale per tutti gli attori politici e istituzionali. Possono farmi tutto - prosegue Berlusconi - ma non possono togliermi tre cose: il diritto di parola sulla scena pubblica e civile italiana; il diritto di animare e guidare il movimento politico che ho fondato; il diritto di essere ancora il riferimento per milioni di italiani, finché questi cittadini liberamente lo vorranno. Mia figlia Marina - dice poi -è stata una leonessa nelle sue uscite pubbliche di questi mesi. Il suo valore di persona, di imprenditrice, di donna, di cittadina, è sotto gli occhi di tutti. Le ho dato alcuni consigli, con amore e credo con lungimiranza e sono assolutamente sicuro che non scenderà in campo al mio posto.

Poi il Cavaliere torna sull'Imu: 'Occorre uno choc economico positivo - dice -  e tutti sanno che la strada maestra è quella di lasciare più soldi nelle mani delle famiglie, delle imprese, e dei lavoratori attraverso consistenti riduzioni fiscali. Ecco perché l'abolizione dell'Imu su prima casa e agricoltura è un primo passo decisivo per ridare slancio all'economia. O nei prossimi 50 giorni il Governo è in grado di dare una scossa in positivo che possa essere percepita da tutti gli italiani, oppure saremo ancora inchiodati a una tendenza recessiva. E non si potrà certo esultare per qualche 'zero virgola' in più. O l'Italia riprende a correre, oppure rischiamo di pagare un prezzo altissimo alla crisi''

Intanto Renato Schifani, presidente dei senatori del Pdl, intervenendo a Radio Anch'io, ha chiesto che  "Il Pd assuma in Giunta una posizione di ascolto e riflessione di carattere giuridico e non una chiusura pregiudiziale di carattere politico" altrimenti "non vi è dubbio che la responsabilità" di una rottura non sarebbe del Pdl. Durante l'incontro fra Letta e Alfano -  ha precisato Schifani - non c'è stato uno scontro ma "sono state ribadite le reciproche posizioni e quella di Alfano, condivisa dall'intero partito, è che si può governare insieme se c'e' rispetto reciproco".

'Alle minacce e agli ultimatum basta rispondere con un principio molto semplice: non si barattano legalità e rispetto delle regole con la durata di un governo. Mai''. Così il ministro per i Rapporti con il parlamento e per il coordinamento delle attività di governo, Dario Franceschini.

Ieri, dopo quasi tre ore di confronto, le posizioni tra il premier Enrico Letta ed il vicepremier Angelino Alfano sono rimasterestano ''distanti'' sull'agibilità politica di Silvio Berlusconi. Un incontro 'duro', si apprende: il segretario Pdl ha fatto presente che non è possibile che un partito resti dentro la coalizione se l'altro partito della coalizione fa decadere il leader del partito alleato per un atteggiamento pregiudiziale.

'In uno stato democratico il principio di legalità è un principio a cui tutti devono soggiacere, perchè davvero la giustizia deve essere uguale per tutti'' ha detto il segretario del Pd Guglielmo Epifanicommentando le prime notizia dopo il vertice a Palazzo Chigi. ''Speriamo che nessuno voglia assumersi la responsabilità del tanto peggio tanto meglio''. Lo ha detto il segretario del Pd Guglielmo Epifani a Siena. ''Sarebbe davvero paradossale che dopo aver visto perdere il lavoro, visto le aziende chiudere, giovani che non trovano lavoro, si aprisse una crisi al buio in queste condizioni''. ''Nessuno ci farà cambiare idea e nessuno può tirarci per la giacchetta. Per noi la bussola sono gli interessi del Paese, e lo ripeto, che vengono prima degli interessi dei democratici e ancor prima di quelli di un’unica persona''. Lo ha detto Guglielmo Epifani parlando dal palco della Festa del Pd di Siena, pochi minuti dopo la fine del vertice Letta-Alfano.

Il Pdl non ha intenzione di far cadere il Governo, che ha fortemente voluto nell'interesse del Paese, ma non va bene a a questo fine l'atteggiamento pregiudiziale del Pd. Lo sottolineano fonti del Pdl dopo il lungo incontro a palazzo Chigi tra il premier Enrico Letta e il segretario del Pdl Angelino Alfano.

Il faccia a faccia tra il premier Enrico Letta ed il vicepremier e segretario Pdl Angelino Alfano ha segnato significativi ''passi avanti'' verso l'intesa sulla riforma dell'Imu che dovrebbe approdare in consiglio dei ministri il 28 agosto. E' quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi al termine del vertice

Letta allontana le nubi di una crisi - Sarebbe ''paradossale'' avvitarsi in ''questioni interne'' ora che ''la terra promessa'' della ripresa e' cosi' vicina. Il premier Enrico Letta, da Vienna, continua a ripetere che l'unica via di uscita dalla crisi e' la ''stabilita' '' di governo e cerca di allontanare le nubi di una crisi, questa volta politica, appellandosi alla ''responsabilita' e lungimiranza di tutti' e dicendosi certo che ''le difficolta' siano superabili''. E trova immediata sponda nel cancelliere Austriaco Werner Faymann che senza troppi giri di parole risponde cosi' ad una domanda su Berlusconi: ''L'ho conosciuto e non homai pensato che sia un garante della stabilità, per cui sono contento di aver incontrato il presidente Letta che sta andando nella giusta direzione''. Come dire, anche i paesi virtuosi d'Europa puntano sulla stabilita' dell'Italia.

Anche perche', ha ricordato Letta in conferenza stampa, le sfide da affrontare per lasciarsi alle spalle la crisi economica sono molte, a partire dalla lotta alla disoccupazione, che sara' ''il cuore del semestre di presidenza italiana'' a Bruxelles, insieme all'unione bancaria che, ha sottolineato il premier, ''se fosse esistita tre anni fa e fosse stata già funzionante'' ci avrebbe fatto ''evitare di spendere in Europa decine di miliardi di euro che avremmo potuto utilizzare in altro modo''. Ma il problema principale da risolvere, per ottenere questi risultati, ora e' in casa. ''Penso che il nostro paese - ha detto Letta rispondendo ad una domanda sulla tenuta del governo - abbia davanti grandissime oppurtunita', confido nella responsabilita' e nella lungimiranza di tutti, sarebbe paradossale se ora, dopo che l'Italia ha tenuto duro nei momenti piu' difficili della crisi'', finissimo per avvitarci su questioni di politica interna''.

Brunetta, soluzione Cav-Governo prima della Giunta - "Grande determinazione per rilanciare l'azione del Governo, ma altrettanta determinazione nel risolvere il problema democratico su Berlusconi, il tutto prima della riunione della Giunta per le elezioni al Senato". Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati, ai microfoni del Tg1. Dopo il velenoso 'cinguettio' di ieri diretto alle 'colombe' del Pdl, Daniela Santanche' torna a punzecchiare su Twitter. "Una cosa è certa. Gasparri non morirà mai di troppo lavoro", scrive la deputata Pdl facendo probabile riferimento ad una battuta di Maurizio Gasparri riportata oggi dalla stampa. "Morire per Berlusconi sì, ma per il Twiga no", erano state le parole con cui il senatore si riferiva al celebre stabilimento della Versilia che vede proprio nella Santanche' una delle sue più celebri frequentatrici

Moretti, '30 senatori M5S pronti a nuova maggioranza' - ''Se davvero il Pdl dovesse decidere di staccare la spina a Letta facendo prevalere gli interessi personali di Berlusconi su quelli del Paese'', in Parlamento sarebbe possibile un'altra maggioranza. Ne è convinta la deputata del Pd Alessandra Moretti, secondo cui le sponde restano due: i grillini e le colombe del Pdl. Intervistata da Repubblica, Moretti spiega che tra gli eletti dei Cinquestelle ''qualcuno potrebbe cambiare idea, in numero sufficiente per dar vita a una nuova maggioranza''. Al Senato sarebbero ''una trentina su circa 50. E non dimentichiamoci di Sel, anche da lì potrebbe arrivare un aiuto. Per non parlare, ovviamente, di Scelta civica''. Ipotizzando che il Pdl esca dal governo, ''non escludo affatto che Napolitano riaffidi l'incarico a Letta per verificare in Parlamento se ci sono i numeri per realizzare un programma fatto di pochissimi punti'', afferma Moretti. ''Immagino che davanti a un reincarico a Letta, e a un programma di governo stringato e preciso, nel Pdl si apra una spaccatura profonda. Non riterrei così scontato il prevalere della fedeltà assoluta al Capo''. Il Pdl, aggiunge la deputata democratica, ''ha cinque ministri. In caso di crisi, che io non auspico, tre potrebbero restare: Lupi, Quagliariello, De Girolamo. E forse anche la Lorenzin''.

Morra, 30 M5s via? Non siamo scendiletto del Pd - Trenta senatori M5s pronti ad una nuova maggioranza? Se la ride il capogruppo al Senato M5S Nicola Morra che su Fb ricorda i ''titoli analoghi di qualche mese fa, in cui si sosteneva che era prossima la diaspora di 20 o 22 di noi per costituire un nuovo gruppo stampella all'esecutivo Letta. E poi? I fatti? Cosa è successo? Niente!''. ''Ora ci riprovano. Essendo convinti che il mondo giri intorno a loro, ritengono che noi si debba essere i loro scendiletto'' afferma Morra che attacca il Pd: ''un giorno col pregiudicato (da cui non riuscite proprio a staccarvi tanto ne auspicate 'responsabilità e lungimiranza', temendo che sia lui a mollarvi), ed il giorno dopo con chi il pregiudicato mai l'avrebbe accettato come senatore anche in assenza della sentenza). Mi fate pensare - conclude - a quel vecchio detto: 'Franza o Spagna, purché se magna'....''. 'Cercano di spaccarci. Il PD farà di tutto per non tornare a casa. La posta in gioco è troppo alta. Le loro correnti in vista del congresso stanno affilando le armi''. Lo scrive il deputato M5s e vicepresidente della Camera, Luigi di Maio su Fb dove commenta le dichiarazioni della Pd Alessandra Moretti secondo la quale ci sarebbero 30 senatori M5S disposti a sostenere un governo Letta Bis.

Last modified on Giovedì 22 Agosto 2013 13:48

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