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Salute Mentale
Martedì 05 Febbraio 2013 12:05

Chiunque al mondo associa allo shopping l'idea del relax, del divertimento, della pausa, della gratificazione prima ancora di associarci l'idea di utilità dell'acquisto. Proiettarsi verso una giornata di shopping rende sempre il nostro umore positivo, motivato dal piacere. Eppure a pensarci bene, il più delle volte alla fine di una giornata di shopping non si porta a casa qualcosa di veramente utile, e magari nemmeno di economico.

Attraverso lo shopping è estremamente chiaro il concetto di consumismo, che testualmente "descrivere gli effetti dell'identificazione della felicità personale con l'acquisto, il possesso e il consumo continuo di beni materiali".

Lo shopping sembra un bisogno... E' basato sul trittico: mancanza, ricerca e raggiungimento... e come ogni bisogno deve essere soddisfatto.

Eppure la crisi economica c’ è, ed è una realtà che piega interi paesi, aziende, famiglie!

Ma allora perché tutti indistintamente continuiamo a ritagliarci del tempo da dedicare ad una passeggiata al centro commerciale, perché guardiamo sempre con interesse le vetrine dei negozi, perché continuiamo a comprare oggetti, di cui in realtà non abbiamo bisogno?

E’ chiaro che diventa un bisogno forse voluto / dovuto, paradossalmente, proprio alla stessa crisi!

In un modo inconsapevole, lo shopping assume un aspetto catartico, che ci aiuta a liberarci dallo stress del lavoro, della famiglia, degli impegni, da ogni cosa che richiede uno stacco... Passeggiare in centro, essere distratti dai rumori, dalle luci delle vetrine, dalle altre persone,  da soli o insieme all'amico che ti conosce meglio, da a tutti una sensazione di serenità.

Anche lo shopping online, in qualche modo riesce a farti distrarre, seppur comodamente seduti sul divano del proprio salone riusciamo ad estraniarci, alienarci. Fantastichiamo valutando  l’acquisto di un cappello piuttosto che di un set di padelle, o delle scarpe all’ultimo grido.  Visitiamo i vari network di aziende che meglio suggeriscono tutti i negozi e le attività commerciali per lo shopping o i migliori siti di vendita online che sponsorizzano le migliori proposte delle migliori attività commerciali nelle varie città, a volte anche dando la possibilità di sfruttare buono sconto sempre graditi.

Lo shopping non è frenesia di acquistare, ma è una piacevole terapia attraverso la quale amarsi.

Lunedì 16 Luglio 2012 07:35

Società malata o bisogno di essere capiti da questa solitudine che ci assale? Mai come nelle grandi città la solitudine è un fattore predominante. Quale allora la cura più veloce è quella di una pillola miracolosa, un antidepressivo. A Milano, la città più frenetica italiana, è in aumento anche tra i più giovani e persino bambini l’uso di antidepressivi.


Problemi apparentemente per molte persone non superabili in modo normale, ecco che allora per essere più rilassati si passa agli antidepressivi.

E’ sovente che questi ragazzi che hanno bisogno di assumere l’antidepressivo hanno in famiglia già un loro parente che lo utilizza, così succede che lo fanno prescrivere per tutta la famiglia, in formato maxi.

 

Su un 1.616.268 ragazzi lombardi sotto i 18 anni: 63.550 di loro hanno ricevuto cure per problemi psicologici, dipendenze o depressione. Questa volta il sesso debole non è la donna ma bensì l’uomo. Già sembra strano ma ci sono più uomini depressi che donne.

Di questo passo anche l’Italia specialmente nelle grandi città si avrà l’abitudine malsana americana, quella triste di dare antidepressivi ai più giovani, una sorta di drug guy, come viene chiamato. L’antidepressivo è una vera droga, una via di fuga per ragazzi sempre più soli e tristi. Eppure noi siamo ancora il paese del sole.

Venerdì 22 Giugno 2012 14:09

La Cineterapia è una disciplina che tramite la visione guidata di pellicole favorisce una migliore conoscenza di se stessi e aiuta a risolvere anche piccoli conflitti interiori.

I soggetti interessati si immedesimano nei personaggi dei film ed in questo modo riescono a vivere emozioni, reazioni che nella vita reale risulta difficile esternare e per la maggior parte delle volte vengono represse in noi per paura o per l’incapacità di mostrarle agli altri.

Il terapeuta che è uno psicologo, sceglie pellicole che trattano temi capaci di toccare un determinato gruppo di persone riunite proprio per le loro similitudini.

In generale, vengono organizzati più incontri con persone scelte in base a criteri precisi.

Dopo la visione del film, queste potranno esprimere liberamente le sensazioni, le emozioni, le reazioni suscitate in loro dalla pellicola. Nascerà così una libera discussione e si creerà un’interazione tra i partecipanti che servirà a sciogliersi nei confronti dell’altro e darà vita all’abbattimento graduale di barriere precostituite.

La persona è coinvolta a 360°.

La Cineterapia predispone ad una maggiore consapevolezza di sé, delle proprie emozioni, dei propri blocchi emotivi e dei propri limiti.

Migliora le capacità relazionali, favorisce una maggiore apertura mentale e l’attitudine a capire i punti di vista degli altri.

Riduce la cosiddetta “ruminazione” mentale (pensiero circolare).

Il pensiero positivo, piano piano, comincia a prevalere su quello negativo.

 

Info su: www.cineterapia.it

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